Isabella Morra (Favale, odierna Valsinni, MT, 1520 - 1546)
Poetessa italiana, nella prima metà del XVI secolo ha illuminato il panorama letterario italiano, figurando tra i petrarchisti del Rinascimento. Terza degli otto figli di Giovanni Michele Morra, barone di Favale (attuale Valsinni, in provincia di Matera), e di Luisa Brancaccio. Nel 1528, il padre è costretto ad emigrare a Parigi insieme al secondogenito, dopo la sconfitta delle truppe di Francesco I di Francia, di cui è alleato, e la vittoria di Carlo V per il possesso della penisola Il feudo di Favale, di proprietà dei Morra fin dall’epoca normanna, passa alla Corona di Spagna. Dopo varie trattattive legali, il feudo torna ai Morra, affidato al primogenito. A Favale rimane la moglie con sette degli otto figli, compresa la giovane Isabella che spesso invoca il padre nelle sue Rime, considerandolo l’unico in grado di aiutarla nella sua situazione: i rapporti con i fratelli, infatti, sono aspri e continuano ad incrinarsi fino alla tragedia. All’età di 26 anni Isabella viene uccisa dai suoi stessi fratelli per via di una presunta relazione clandestina con il barone spagnolo Diego Sandoval de Castro.




